venerdì 4 febbraio 2011

A Napoli servizio restauri del Comune è affidato agli LSU

“Sconcertante scoperta” spiega certe misteriose pulizie avvenute recentemente su alcuni importanti monumenti situati nel prezioso centro storico di Napoli



A due passi dall’Archivio Storico di Napoli si scrive un’altra pagine triste per il Centro Storico partenopeo, patrimonio dell’Umanità dal 1995. Infatti proprio in questo giorni il Comune di Napoli, già al centro delle polemiche nel giugno 2009 quando trasformò 426 ex detenuti in scorte per i turisti della città, torna protagonista di una singolare iniziativa.
Dai primi di febbraio per chi percorre piazzetta Arcangelo Scacchi troverà un gruppetto di operatori dei Servizi Socialmente Utili impegnati come novelli restauratori nella pulizia del ponte di fine ottocento che permette di transitare da via del grande Archivio all’adiacente via Miroballo.
I sedicenti operatori riunitisi in gruppetto di 7 persone, con tanto di pettorina con il logo del Comune di Napoli recante la scritta “Restauro Monumenti”, hanno contrassegnato l’area dell’intervento con dello scotch di carte per poi procedere a ripulire, a colpi di spazzole di ferro, una zona del ponte vandalizzata dai graffitari.
 “Nel 2008, con la collaborazione del Comitato Portosalvo di Antonio Pariante, presentammo al Comune un progetto denominato sentinart che prevedeva l’utilizzo di neolaureati restauratori, reclutati presso le Università cittadine, come addetti per il monitoraggio e la pulitura dai graffiti nei luoghi d’arte dell’area Unesco – spiegano i membri dell’associazione di Portosalvo Giovani - venire che a conoscenza che questo progetto è servito come ispirazione per dare un occupazione sociale agli  L.S.U è disarmante”

Ed è per questo che gli studenti universitari del gruppo Portosalvo Giovani guidati dal dr. Marcello Mottola e dalla dr.ssa Marianna Vitiello hanno deciso di presentare in massa al Sindaco, al ViceSindaco e agli Assessori alla Cultura e all’Edilizia una domanda di assunzione al Servizio Restauro Monumenti del Comune di Napoli al fine di affiancarsi agli LSU nella pulitura dei monumenti imbrattati.
“L’iniziativa è naturalmente una provocazione – afferma Marcello Mottola, laureato in Restauro presso l’università Suor Orsola Benincasa e tra gli autori della stesura del progetto sentinart – per far comprendere che non si può affidare a persone prive di professionalità interventi tanto delicati in zone tutelate persino dall’Unesco. Tutto ciò diviene paradossale se pensiamo che Napoli ha l’unica Università del Meridione che può formare restauratori professionisti!”
Il Comune di Napoli sembra quindi non dare un taglio con l’arte di arrangiarsi ne tanto meno ridurre al minimo le conseguenze negative prodotte da interventi non professionali.


lunedì 17 gennaio 2011

Monumenti rovinati dal Comune, la denuncia

IL COMITATO PORTOSALVO: USO DI SABBIA PER PULITURA STATUE

Opere monumentali corrose? "Colpa delle istituzioni"


NAPOLI - Se a vandalizzare le opere monumentali in città sono i graffitisti, è segno di un disagio sociale dilagante. Se invece a danneggiarle sono le stesse istituzioni, significa che il paradosso ha ormai trovato dimora stabile nella città di Partenope. La denuncia del comitato Portosalvo palesa una delle tante contraddizioni tipicamente napoletane: statue e monumenti, da anni abbandonati, per la prima volta vengono ripulite da amministrazione comunale e Sovrintendenza. Peccato però che i due enti, d’intesa, abbiano le idee poco chiare sulla pulitura delle superfici lapidee. Gli ultimi interventi, infatti, sono stati effettuati con sabbia, materiale altamente corrosivo per le opere monumentali.

di Davide Gambardella (Riproduzione riservata ©)




venerdì 14 gennaio 2011

Rassegna Stampa - Scritte sui muri scatta l'allarme idropulitrici

Corriere del Mezzogiorno Napoli / 13 Gennaio 2011 - pag. 9

NAPOLI - Il fenomeno delle scritte con spray e vernice sui monumenti è gravissimo, ma in città sembra sia stata trovata una soluzione più invasiva dello stesso scempio. A denunciarlo il comitato Portosalvo che ha notato come, negli ultimi mesi alcuni monumenti di Napoli siano stati misteriosamente ripuliti. Come la facciata di Castel Capuano in occasione dell'arrivo del ministro Alfano o dalla facciata della chiesa di Santa Chiara. «Se per cercare di risolvere questo problema - spiega il presidente del comitato, Antonio Pariante - che affligge l'intero patrimonio monumentale della città, si pensa di usare macchine invasive come le dropulitrici meccaniche allora si rischia di fare più danni di quelli provocati dai vandali con le bombolette spray>. 
La puntualizzazione del Comitato riguarda, in particolare, la recentissima pulizia dei graffiti che da tempo deturpavano il sagrato della famosa Chiesa di Santa Chiara e del portate di Castel Capuano segnalati pochi mesi fa proprio dallo stesso Comitato di Portosalvo, ma anche la discutibile pulizia avvenuta in segreto sulla facciata della preziosa Cappella dei Pontano nei pressi della Pietrasanta. «Se questo dovesse essere il metodo che Comune e Sovrintendenza stanno autorizzando per rimediare il problema dei graffiti che sfregiano i nostri monumenti allora - continua Antonio Pariante - conviene lasciare l'inchiostro su tutte le superfici lapidee altrimenti si rischia di fare più danno di prima e in maniera irreversibile>. le macchine idropulitrici, che spesso usano anche sabbia, incidono infatti sulla superficie lasciando profondi graffii.

Il progetto Sentinart parte integrante de Grande Programma Centro Storico Unesco - Napoli

Progetto "SENTINART"
LE SENTINELLE DELL’ARTE PER UNA NAPOLI RIPULITA E PROTETTA DA ATTI VANDALICI SUL PATRIMONIO STORICO-ARTISTICO DELLA CITTÀ.

Il problema della conservazione dei manufatti storico-artistici che costituiscono il patrimonio e l’eredità culturale tramandata nei secoli sta assumendo un’importanza crescente, anche per il susseguirsi, nella cronaca quotidiana, di episodi che testimoniano il grave stato di degrado in cui si trovano molti monumenti esposti all’azione deturpante dei “graffitari”. Il fenomeno ha assunto dimensioni sempre più vaste, in stretta connessione con le contraddizioni delle metropoli e sotto la forte influenza della comunicazione di massa, si tratta di un vero e proprio inquinamento grafico che non risparmia neppure i monumenti più importanti. Il problema interessa più di 3.500.000 monumenti europei e, oltre ai problemi estetici, bisogna sottolineare che l’interazione dei graffiti con il substrato materico dell’opera d’arte comporta un danno per l’opera stessa. Le grandi città d’arte si sono dovute dotare di apposite strutture e servizi per far fronte al fenomeno partendo dalle difficoltà che hanno le amministrazioni pubbliche a mettere in atto procedure operative capaci di dare risposte a un fenomeno sociale che si presenta al tempo stesso come espressione di libertà e come gesto di sopraffazione. Va dunque precisato che il “graffito urbano” realizzato su palazzi e monumenti storici, non ha nessun valore artistico e, trattandosi di un’azione compiuta su beni culturali, deve essere considerato come atto vandalico. Bisogna comunque essere sensibili riguardo al movimento dei Graffiti Writing, specificando che esistono molti esempi di graffiti artistici nell’arte contemporanea che sono più vicini al rapporto con l’arte e con la cultura, in quanto gli autori sviluppano un serio lavoro di ricerca e di conseguenza possiedono una maggiore responsabilità nella scelta del supporto sul quale applicare la propria pittura. Quindi, in taluni casi la cosiddetta “Arte vandalica” è tale solo perché localizzata su supporti sbagliati. Ecco perché riteniamo che il progetto proposto costituisca solo una prima valida risposta al problema dei graffiti, da trarne uno spunto per futuri progetti tesi ad estrapolare la vera identità creativa di questo movimento socio - culturale.
Il progetto Sentinart è presente Ufficialmente nel Grande Programma Centro Storico Unesco - Napoli.   Fai click qui per aprire il link


lunedì 10 gennaio 2011


Arte & Dintorni: Risposta “seriosa” al “brioso” articolo di Libero



lunedì 10 gennaio 2011
restauratori.jpgdi MARCELLO MOTTOLA
Il collega Gennaro Malgieri (probabilmente giornalista professionista, laddove io sono giornalista pubblicista) ha firmato l’articolo 'Napoli affoga nella mondezza E chi pulisce rischia la denuncia' (con il sovratitolo 'Contro il senso civico' ed il sottotitolo 'Un ignoto toglie i graffiti dai monumenti, il Comune minaccia: non è compito suo'), pubblicato sul quotidiano Libero di giovedì 30 dicembre 2010.
 Un articolo di costume, che tra l’altro vuole sottolineare il paradosso per cui un gesto di “senso civico” (ripulire la facciata di una chiesa) potesse essere sanzionato su denuncia del Comune di Napoli (che non aveva però provveduto lui ad organizzare un servizio di manutenzione e ripulitura dei monumenti imbrattati).
L’articolo ha indubbiamente centrato la contraddizione, ma - a mio parere - il collega si è schierato dalla parte che i napoletani ben conoscono, cioè quella dell’”arrangiarsi” (tentata soluzione individuale in alternativa alla mancata o inefficiente soluzione dei problemi concreti da parte delle istituzioni).
Per me questo è riassumibile nel tema della “legalità”: i cittadini devono continuare ad arrangiarsi oppure democraticamente adoperarsi affinché le istituzioni funzionino, cioè svolgano i loro compiti ?!? “Con il secchio e con la spugna” fu un’iniziativa concreta e simbolica di ripulitura di taluni monumenti che tempo fa il Comitato civico di Portosalvo di Napoli (con l’ausilio di giovani laureati in restauro) attuò allo scopo di mettere in mora il Comune di Napoli per il mancato allestimento del servizio di manutenzione e ripulitura dei monumenti imbrattati (servizio che esiste e funziona in altre citta d’arte italiane).
L’iniziativa ebbe riscontro a livello mediatico, non procurò danni ai monumenti ed avviò un’iniziale interlocuzione con le istituzioni. Ecco bisogna proseguire in un percorso che coniughi legalità e professionalità. Questo è a mio avviso il “senso civico”: coniugare la propria indignazione con procedure e metodi non violenti al fine di far sì che le istituzioni svolgano i loro compiti! Non certo continuare ad arrangiarsi, con le conseguenze negative prodotte da interventi non professionali! In mancanza di un medico mica si fa intervenire un “barbiere” (anche se nei secoli scorsi le due funzioni erano interconnesse)!
Concludo con una surreale e provocativa proposta nella scia dell’arrangiarsi nei riguardi del tema dei rifiuti. Una catena di Sant’Antonio relativa alla monnezza: ogni cittadino di Napoli e provincia “regala” a dieci amici o conoscenti di fuori regione dieci sacchetti di monnezza.
Nell’attesa che le istituzioni preposte organizzino un efficace ed efficiente servizio di smaltimento dei rifiuti, questo “senso civico” operativo potrebbe essere l’equivalente del “senso civico” di chi ha “ripulito” dagli imbrattamenti la Chiesa di Santa Chiara di Napoli . Così il collega Gennaro Malgieri potrà scrivere un altro “brioso” articolo di costume, se carabinieri e magistratura dovessero intervenire contro i partecipanti alla catena di Sant’Antonio della monnezza per “cessione illegale di rifiuti” (con l’eventuale aggravante del concorso con altri) !!!

venerdì 7 gennaio 2011

La risposta di Portosalvo alle dichiarazioni di «Un Restauro s.a.s.»
Precisazione della precisazione

Talvolta le precisazioni aggiungono solo parole ai fatti. Il fatto è che anche un profano (cioè un non addetto ai lavori) nota che qualcosa nel “restauro” alla Chiesa di Santa Chiara di Napoli non è andato in maniera ottimale se si intravedono ancora tracce di una scritta (vedi foto). La precisazione è però servita a qualcosa: ad esempio relativamente al nome della ditta che ha effettuato l’intervento alla Chiesa di Santa Chiara. Non l’avevamo potuto leggere sui cartelli (che la normativa prevede obbligatori durante l’esecuzione dei lavori di restauro) e che abbiamo invece potuto sapere dalla stampa! Alla faccia della trasparenza! Come pure ci conforta sapere che le schede di restauro siano presso gli uffici della soprintendenza architettonica e storico-artistica di Napoli: sarebbe stato più conveniente e pertinente leggere la tipologia del restauro sui cartelli obbligatori durante il restauro. Un’ultima cosa: c’è stata una gara o in nome dell’urgenza c’è stata chiamata diretta dell’impresa? Quanti soldi sono stati stanziati per l’intervento? Nemmeno questo c’era scritto sui cartelli obbligatori, perché semplicemente non c’erano cartelli esplicativi o forse hanno stazionato dal tramonto all’alba e quindi era un po’ difficile riuscire a leggerli. Qui se c’è un restauro urgente da fare è quello della  trasparenza!
Comitato Civico Portosalvo
Associazione Portosalvo Giovani