L’associazione “Portosalvo Giovani” nasce a Napoli nel 2010 per volontà di alcuni giovani neolaureati in Restauro pronti a scendere in campo in maniera attiva al fine di salvaguardare il patrimonio culturale.Un antidoto all’indifferenza e la sollecitazione ad attivarsi “minimalisticamente”, cioè a riattualizzare l’antico detto “la goccia scava la roccia”. Portosalvo Giovani si propone come un movimento civico, senza appartenenza politica, per sviluppare progetti ed iniziative sul territorio.
sabato 5 febbraio 2011
venerdì 4 febbraio 2011
A Napoli servizio restauri del Comune è affidato agli LSU
“Sconcertante scoperta” spiega certe misteriose pulizie avvenute recentemente su alcuni importanti monumenti situati nel prezioso centro storico di Napoli
A due passi dall’Archivio Storico di Napoli si scrive un’altra pagine triste per il Centro Storico partenopeo, patrimonio dell’Umanità dal 1995. Infatti proprio in questo giorni il Comune di Napoli, già al centro delle polemiche nel giugno 2009 quando trasformò 426 ex detenuti in scorte per i turisti della città, torna protagonista di una singolare iniziativa. Dai primi di febbraio per chi percorre piazzetta Arcangelo Scacchi troverà un gruppetto di operatori dei Servizi Socialmente Utili impegnati come novelli restauratori nella pulizia del ponte di fine ottocento che permette di transitare da via del grande Archivio all’adiacente via Miroballo. I sedicenti operatori riunitisi in gruppetto di 7 persone, con tanto di pettorina con il logo del Comune di Napoli recante la scritta “Restauro Monumenti”, hanno contrassegnato l’area dell’intervento con dello scotch di carte per poi procedere a ripulire, a colpi di spazzole di ferro, una zona del ponte vandalizzata dai graffitari. “Nel 2008, con la collaborazione del Comitato Portosalvo di Antonio Pariante, presentammo al Comune un progetto denominato sentinart che prevedeva l’utilizzo di neolaureati restauratori, reclutati presso le Università cittadine, come addetti per il monitoraggio e la pulitura dai graffiti nei luoghi d’arte dell’area Unesco – spiegano i membri dell’associazione di Portosalvo Giovani - venire che a conoscenza che questo progetto è servito come ispirazione per dare un occupazione sociale agli L.S.U è disarmante”
Ed è per questo che gli studenti universitari del gruppo Portosalvo Giovani guidati dal dr. Marcello Mottola e dalla dr.ssa Marianna Vitiello hanno deciso di presentare in massa al Sindaco, al ViceSindaco e agli Assessori alla Cultura e all’Edilizia una domanda di assunzione al Servizio Restauro Monumenti del Comune di Napoli al fine di affiancarsi agli LSU nella pulitura dei monumenti imbrattati. “L’iniziativa è naturalmente una provocazione – afferma Marcello Mottola, laureato in Restauro presso l’università Suor Orsola Benincasa e tra gli autori della stesura del progetto sentinart – per far comprendere che non si può affidare a persone prive di professionalità interventi tanto delicati in zone tutelate persino dall’Unesco. Tutto ciò diviene paradossale se pensiamo che Napoli ha l’unica Università del Meridione che può formare restauratori professionisti!” Il Comune di Napoli sembra quindi non dare un taglio con l’arte di arrangiarsi ne tanto meno ridurre al minimo le conseguenze negative prodotte da interventi non professionali.
A due passi dall’Archivio Storico di Napoli si scrive un’altra pagine triste per il Centro Storico partenopeo, patrimonio dell’Umanità dal 1995. Infatti proprio in questo giorni il Comune di Napoli, già al centro delle polemiche nel giugno 2009 quando trasformò 426 ex detenuti in scorte per i turisti della città, torna protagonista di una singolare iniziativa.
Ed è per questo che gli studenti universitari del gruppo Portosalvo Giovani guidati dal dr. Marcello Mottola e dalla dr.ssa Marianna Vitiello hanno deciso di presentare in massa al Sindaco, al ViceSindaco e agli Assessori alla Cultura e all’Edilizia una domanda di assunzione al Servizio Restauro Monumenti del Comune di Napoli al fine di affiancarsi agli LSU nella pulitura dei monumenti imbrattati.lunedì 17 gennaio 2011
Monumenti rovinati dal Comune, la denuncia
IL COMITATO PORTOSALVO: USO DI SABBIA PER PULITURA STATUE
Opere monumentali corrose? "Colpa delle istituzioni"
NAPOLI - Se a vandalizzare le opere monumentali in città sono i graffitisti, è segno di un disagio sociale dilagante. Se invece a danneggiarle sono le stesse istituzioni, significa che il paradosso ha ormai trovato dimora stabile nella città di Partenope. La denuncia del comitato Portosalvo palesa una delle tante contraddizioni tipicamente napoletane: statue e monumenti, da anni abbandonati, per la prima volta vengono ripulite da amministrazione comunale e Sovrintendenza. Peccato però che i due enti, d’intesa, abbiano le idee poco chiare sulla pulitura delle superfici lapidee. Gli ultimi interventi, infatti, sono stati effettuati con sabbia, materiale altamente corrosivo per le opere monumentali.
di Davide Gambardella (Riproduzione riservata ©)
venerdì 14 gennaio 2011
Rassegna Stampa - Scritte sui muri scatta l'allarme idropulitrici
Corriere del Mezzogiorno Napoli / 13 Gennaio 2011 - pag. 9
NAPOLI - Il fenomeno delle scritte con spray e vernice sui monumenti è gravissimo, ma in città sembra sia stata trovata una soluzione più invasiva dello stesso scempio. A denunciarlo il comitato Portosalvo che ha notato come, negli ultimi mesi alcuni monumenti di Napoli siano stati misteriosamente ripuliti. Come la facciata di Castel Capuano in occasione dell'arrivo del ministro Alfano o dalla facciata della chiesa di Santa Chiara. «Se per cercare di risolvere questo problema - spiega il presidente del comitato, Antonio Pariante - che affligge l'intero patrimonio monumentale della città, si pensa di usare macchine invasive come le dropulitrici meccaniche allora si rischia di fare più danni di quelli provocati dai vandali con le bombolette spray>. La puntualizzazione del Comitato riguarda, in particolare, la recentissima pulizia dei graffiti che da tempo deturpavano il sagrato della famosa Chiesa di Santa Chiara e del portate di Castel Capuano segnalati pochi mesi fa proprio dallo stesso Comitato di Portosalvo, ma anche la discutibile pulizia avvenuta in segreto sulla facciata della preziosa Cappella dei Pontano nei pressi della Pietrasanta. «Se questo dovesse essere il metodo che Comune e Sovrintendenza stanno autorizzando per rimediare il problema dei graffiti che sfregiano i nostri monumenti allora - continua Antonio Pariante - conviene lasciare l'inchiostro su tutte le superfici lapidee altrimenti si rischia di fare più danno di prima e in maniera irreversibile>. le macchine idropulitrici, che spesso usano anche sabbia, incidono infatti sulla superficie lasciando profondi graffii.
Il progetto Sentinart parte integrante de Grande Programma Centro Storico Unesco - Napoli
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lunedì 10 gennaio 2011
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| lunedì 10 gennaio 2011 | |
di MARCELLO MOTTOLAIl collega Gennaro Malgieri (probabilmente giornalista professionista, laddove io sono giornalista pubblicista) ha firmato l’articolo 'Napoli affoga nella mondezza E chi pulisce rischia la denuncia' (con il sovratitolo 'Contro il senso civico' ed il sottotitolo 'Un ignoto toglie i graffiti dai monumenti, il Comune minaccia: non è compito suo'), pubblicato sul quotidiano Libero di giovedì 30 dicembre 2010. Un articolo di costume, che tra l’altro vuole sottolineare il paradosso per cui un gesto di “senso civico” (ripulire la facciata di una chiesa) potesse essere sanzionato su denuncia del Comune di Napoli (che non aveva però provveduto lui ad organizzare un servizio di manutenzione e ripulitura dei monumenti imbrattati). L’articolo ha indubbiamente centrato la contraddizione, ma - a mio parere - il collega si è schierato dalla parte che i napoletani ben conoscono, cioè quella dell’”arrangiarsi” (tentata soluzione individuale in alternativa alla mancata o inefficiente soluzione dei problemi concreti da parte delle istituzioni). Per me questo è riassumibile nel tema della “legalità”: i cittadini devono continuare ad arrangiarsi oppure democraticamente adoperarsi affinché le istituzioni funzionino, cioè svolgano i loro compiti ?!? “Con il secchio e con la spugna” fu un’iniziativa concreta e simbolica di ripulitura di taluni monumenti che tempo fa il Comitato civico di Portosalvo di Napoli (con l’ausilio di giovani laureati in restauro) attuò allo scopo di mettere in mora il Comune di Napoli per il mancato allestimento del servizio di manutenzione e ripulitura dei monumenti imbrattati (servizio che esiste e funziona in altre citta d’arte italiane). L’iniziativa ebbe riscontro a livello mediatico, non procurò danni ai monumenti ed avviò un’iniziale interlocuzione con le istituzioni. Ecco bisogna proseguire in un percorso che coniughi legalità e professionalità. Questo è a mio avviso il “senso civico”: coniugare la propria indignazione con procedure e metodi non violenti al fine di far sì che le istituzioni svolgano i loro compiti! Non certo continuare ad arrangiarsi, con le conseguenze negative prodotte da interventi non professionali! In mancanza di un medico mica si fa intervenire un “barbiere” (anche se nei secoli scorsi le due funzioni erano interconnesse)! Concludo con una surreale e provocativa proposta nella scia dell’arrangiarsi nei riguardi del tema dei rifiuti. Una catena di Sant’Antonio relativa alla monnezza: ogni cittadino di Napoli e provincia “regala” a dieci amici o conoscenti di fuori regione dieci sacchetti di monnezza. Nell’attesa che le istituzioni preposte organizzino un efficace ed efficiente servizio di smaltimento dei rifiuti, questo “senso civico” operativo potrebbe essere l’equivalente del “senso civico” di chi ha “ripulito” dagli imbrattamenti la Chiesa di Santa Chiara di Napoli . Così il collega Gennaro Malgieri potrà scrivere un altro “brioso” articolo di costume, se carabinieri e magistratura dovessero intervenire contro i partecipanti alla catena di Sant’Antonio della monnezza per “cessione illegale di rifiuti” (con l’eventuale aggravante del concorso con altri) !!! |
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venerdì 7 gennaio 2011
La risposta di Portosalvo alle dichiarazioni di «Un Restauro s.a.s.»
Precisazione della precisazione
Precisazione della precisazione
Talvolta le precisazioni aggiungono solo parole ai fatti. Il fatto è che anche un profano (cioè un non addetto ai lavori) nota che qualcosa nel “restauro” alla Chiesa di Santa Chiara di Napoli non è andato in maniera ottimale se si intravedono ancora tracce di una scritta (vedi foto). La precisazione è però servita a qualcosa: ad esempio relativamente al nome della ditta che ha effettuato l’intervento alla Chiesa di Santa Chiara. Non l’avevamo potuto leggere sui cartelli (che la normativa prevede obbligatori durante l’esecuzione dei lavori di restauro) e che abbiamo invece potuto sapere dalla stampa! Alla faccia della trasparenza! Come pure ci conforta sapere che le schede di restauro siano presso gli uffici della soprintendenza architettonica e storico-artistica di Napoli: sarebbe stato più conveniente e pertinente leggere la tipologia del restauro sui cartelli obbligatori durante il restauro. Un’ultima cosa: c’è stata una gara o in nome dell’urgenza c’è stata chiamata diretta dell’impresa? Quanti soldi sono stati stanziati per l’intervento? Nemmeno questo c’era scritto sui cartelli obbligatori, perché semplicemente non c’erano cartelli esplicativi o forse hanno stazionato dal tramonto all’alba e quindi era un po’ difficile riuscire a leggerli. Qui se c’è un restauro urgente da fare è quello della … trasparenza!
Comitato Civico Portosalvo
Associazione Portosalvo Giovani
Il Mattino - 5/1/2011
La precisazione
«Restauro a S. Chiara rispettate le regole»
In riferimento alla polemica sollevata dall’associazione Portosalvo in relazione ai restauri effettuati a Santa Chiara per eliminare i graffiti, Valeria Napolitano, responsabile di «Un Restauro s.a.s.», precisa che «il restauro è stato realizzato con un regolare mandato del Comune sotto l’alta sorveglianza della sovrintendenza di Napoli da una ditta specializzata». Nel dettaglio dell’intervento si sottolinea che «la pulitura non è avvenuta con la sabbiatrice e non ha intaccato minimamente il tufo». «Le schede di restauro - conclude la nota - sono presso gli uffici della soprintendenza architettonica e storico-artistica di Napoli».
martedì 4 gennaio 2011
Rassegna Stampa - Santa Chiara: restauro beffa dopo i graffiti «Danni al tufo»
Il Mattino Napoli 4 gennaio 2011 – pag. 39La denuncia
Santa Chiara restauro beffa dopo i graffiti «Danni al tufo»
Dopo i graffiti selvaggi, un restauro piuttosto discutibile: la denuncia arriva dal Comitato Portosalvo Giovani e riguarda la chiesa di Santa Chiara. «L'intervento è stato eseguito lo scarso 24 dicembre - racconta un residente della zona - sul sagrato c'erano tre ragazze, due avevano il camice bianco ed una no. Avevano dei prodotti che miscelavano a seconda della scritta. Due cancellavano le scritte e dopo una terza passava una spugna bagnata per mandar via non so cosa. Ad un certo punto sì è fermato anche un signore che diceva di essere esperto della materia perché da giovane aveva effettuato lavori di restauro e che ha consigliato ad una di queste come maneggiare il pennello». Lavori di pulitura misteriosi, perché durante il presunto «restauro» non è stata esposta la tabella prevista dalla legge che ne riporti il committente, l'importo dei lavori, i progettisti, gli estremi dell'autorizzazione comunale, l'impresa, il direttore dei lavori, eccetera. Nessun cartello, nessuna autorizzazione e nessun controllo.
I giovani del Comitato Portosalvo hanno realizzato un dossier fotografico per dimostrare che i muri sono stati danneggiati: «All'analisi visiva il tufo giallo napoletano si presenta notevolmente polverulento. Lo strato superficiale non è compatto e biancastro e ciò è dovuto ad una forte abrasione, che ha sottratto il primo livello della pietra. Probabilmente si tratta di un risultato ottenuto attraverso 1'utilizzo di una sabbiatrice o di un prodotto molto invasivo».
L'associazione sta valutando la possibilità di presentare, presso il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, un esposto contro ignoti per gravi danni al patrimonio storico-artistico. «Non solo lo strato di tufo è stato pesantemente danneggiato, ma in molte zone il primo strato di pietra non c'è più, e la vernice dei graffiti è stata rimossa solo parzialmente, tant'é che in alcune zone si riesce a leggere la scritta. Chi ha effettuato queste puliture e chi le ha autorizzate?».
lunedì 3 gennaio 2011
Rassegna Stampa - Kosuth torna alla luce e santa Chiara ripulita da ignoti
Corriere del Mezzogiorno Napoli 30 dicembre 2010 - pag. 7 Articolo di Fuani Marino
Kosuth torna alla luce e santa Chiara ripulita da ignoti

Kosuth torna alla luce e santa Chiara ripulita da ignoti

NAPOLI — Per i monumenti e le opere d'arte pubblica sembra che questo Natale sia stato un toccasana. Come per magia, è tornata la luce sul «Convivio di Dante», l'opera al neon firmata dal grande artista concettuale joseph Kosuth ed esposta nelle scale della fermata del metrò collinare. Ad annunciare la riparazione dell'opera, spenta da tre mesi a causa di un cortocircuito, sono stati gli studenti e i laureati in Diagnostica e Restauro dei Beni Culturali del Comitato Civico di S. Maria di Portosalvo, composto da Marcello Mottola, Marianna Vitiello, Luca Martino, Alessia Zaccaria, Mariarosaria Angrisano, Angela Iupariello, Anna Peluso, Federico Tieri, Lucia Cristi, Maira Pesole, Max Piccenna e Viviana Tacchi. Ma se il famoso passo tratto dal Convivio di Dante, che l'artista newyorkese aveva realizzato nella stazione Dante della Metropolitana dell'Arte nel marzo 2002, risulta ripristinato, resta irrisolto il problema della manutenzone — per questa come per tutte le opere presenti nelle stazioni — la cui responsabilità non si sa su chi debba ricadere.
«Miracolo» natalizio anche su due importanti siti e montimenti cittadini, ripuliti dai graffiti da misteriosi giustizieri. Dopo la vicenda della Cappella Pontano è la volta della facciata della Chiesa di Santa Chiara, patrimonio mondiale Unesco dal 1995, e di Castelcapuano, finalmente puliti. Ma l'associazione «Portosalvo Giovani», composta da neolaureati in Restauro del Comitato civico di Portosalvo, lancia comunque un allarme documentato da un ampio reportage fotografico dei siti: «La pulitura abusiva arreca spesso più danni dell'inchiostro delle bombolette spray. All'analisi visiva il tufo giallo napoletano si presenta notevolmente polverulento, lo strato superficiale non è compatto e biancastro e ciò è dovuto ad una forte abrasione che ha sottratto il primo livello della pietra. Probabilmente si tratta un risultato ottenuto attraverso l'utilizzo di una sabbiatrice, o di uno strumento simile, utilizzato da un operatore che con il restauro non ha nulla a che fare». I giovani restauratori napoletani rivendicherebbero per i monumenti sfregiaci un servizio pubblico comunale che assoldi professionisti qualificati al fine di evitare a chiunque di mettere mano sui monumenti.
Puliture illegali sulla facciata della Chiesa di Santa Chiara
Graffiti sui monumenti: pulitura abusiva arreca più danni dell’inchiostro delle bombolette spray
PULITURE ILLEGALI SULLA FACCIATA DELLA CHIESA DI SANTA CHIARA
Restauri fai da te più pericolosi dei graffiti
Il reportage fotografico dell’Associazione Portosalvo Giovani - a firma dei neolaureati in Restauro di Napoli - denuncia lo scempio avvenuto sui muri della facciata principale della Chiesa di Santa Chiara, patrimonio mondiale Unesco dal 1995.
L’associazione “Portosalvo Giovani”, che nasce da una costola del Comitato Civico di Santa Maria di Portosalvo per volontà di alcuni giovani neolaureati in Restauro, è indignata per questo spiacevole evento e sta valutando la possibilità di presentare, presso il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, una denuncia verso ignoti per gravi danni al patrimonio storico-artistico.
“Come si evince dalle foto - afferma Marcello Mottola, laureato in Diagnostica e Restauro presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e coordinatore di Portosalvo Giovani - all’analisi visiva il tufo giallo napoletano si presenta notevolmente polverulento. Lo strato superficiale non è compatto e biancastro e ciò è dovuto ad una forte abrasione che ha sottratto il primo livello della pietra. Probabilmente si tratta un risultato ottenuto attraverso l’utilizzo di una sabbiatrice, o di uno strumento simile, utilizzato da un operatore che con il
restauro non ha nulla a che fare”.
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| la fenomenologia di degrado: abrasione del tufo polverizzazione, permanenza della vernice |
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| Parziale rimozione della vernice |
L'associazione “Portosalvo Giovani” lancia l’allarme: “Non solo lo strato di tufo è stato pesantemente danneggiato, in molte zone il primo strato di pietra non c’è più, e la vernice dei graffiti è stata rimossa solo parzialmente – spiega Marianna Vitiello, laureata in Diagnostica e Restauro - Viene spontaneo chiedersi chi ha effettuato queste puliture? E chi le ha autorizzate?”Infatti i lavori di pulitura sulla facciata della Chiesa di Santa Chiara sono pressoché misteriosi in quanto non c'è la tabella prevista dalla legge, che ne riporti il committente, l'importo dei lavori, i progettisti, gli estremi dell'autorizzazione comunale, l'impresa, il direttore dei lavori, eccetera.
Quello che è accaduto a Santa Chiara è pericoloso perché si dà l’illusione, com'è sempre accaduto nel mondo del Restauro, che basta aver un prodotto, avere un po’ di manualità per intervenire sui monumenti. Allora a cosa serve frequentare le scuole di restauro? Cosa esiste a fare una normativa che regola le attività di restauro?
Il crescente susseguirsi di episodi incresciosi che hanno deturpato il centro storico partenopeo, patrimonio dell’UNESCO dal 1995, ha fatto maturare la consapevolezza che i giovani restauratori napoletani devono scendere in campo in maniera attiva, con gesti minimali e non violenti, al fine di rivendicare il primato nella conservazione delle opere d’arte della città, molto spesso affidate in mani non qualificate.
Sono anni che il Comitato Portosalvo si spende sul tema dei graffiti vandalici ed ora, attraverso Portosalvo Giovani, i Restauratori napoletani rivendicano un servizio pubblico comunale che dia impiego ai giovani al fine di evitare a chiunque di mettere mano sui monumenti. Un servizio di pulitura e manutenzione dei monumenti capace di fronteggiare questo continuo oltraggio è più che mai necessario.
Scendono in campo studenti e laureati in restauro di Napoli
Nasce Portosalvo GiovaniDall'esperienza del Comitato Civico Portosalvo: la prima associazione giovanile in difesa dell'arte
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| il logo dell'associazione |
“Portosalvo Giovani” iniziativa di intervento non violento per la salvaguardia del patrimonio culturale partenopeo.
Il crescente susseguirsi di episodio incresciosi che hanno deturpato il centro storico partenopeo, patrimonio dell’UNESCO dal 1995, ha fatto maturare la consapevolezza che ognuno di noi può scendere in campo in maniera attiva al fine di tutelare il patrimonio storico, artistico e culturale.
Un antidoto all’indifferenza e la sollecitazione ad attivarsi “minimalisticamente”, cioè a riattualizzare l’antico detto “la goccia scava la roccia”. Portosalvo Giovani si propone come un movimento civico, al di fuori delle logiche di appartenenza politica, per sviluppare, nei luoghi della Città, progetti, incontri culturali, mostre, dibattiti, campagne di denuncia e sensibilizzazione sul territorio.
L'iscrizione all'associazione è aperta a tutti ed è totalmente gratuita, basta scrivere al seguente indirizzo portosalvogiovani@gmail.com
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