Il Mattino Napoli 4 gennaio 2011 – pag. 39La denuncia
Santa Chiara restauro beffa dopo i graffiti «Danni al tufo»
Dopo i graffiti selvaggi, un restauro piuttosto discutibile: la denuncia arriva dal Comitato Portosalvo Giovani e riguarda la chiesa di Santa Chiara. «L'intervento è stato eseguito lo scarso 24 dicembre - racconta un residente della zona - sul sagrato c'erano tre ragazze, due avevano il camice bianco ed una no. Avevano dei prodotti che miscelavano a seconda della scritta. Due cancellavano le scritte e dopo una terza passava una spugna bagnata per mandar via non so cosa. Ad un certo punto sì è fermato anche un signore che diceva di essere esperto della materia perché da giovane aveva effettuato lavori di restauro e che ha consigliato ad una di queste come maneggiare il pennello». Lavori di pulitura misteriosi, perché durante il presunto «restauro» non è stata esposta la tabella prevista dalla legge che ne riporti il committente, l'importo dei lavori, i progettisti, gli estremi dell'autorizzazione comunale, l'impresa, il direttore dei lavori, eccetera. Nessun cartello, nessuna autorizzazione e nessun controllo.
I giovani del Comitato Portosalvo hanno realizzato un dossier fotografico per dimostrare che i muri sono stati danneggiati: «All'analisi visiva il tufo giallo napoletano si presenta notevolmente polverulento. Lo strato superficiale non è compatto e biancastro e ciò è dovuto ad una forte abrasione, che ha sottratto il primo livello della pietra. Probabilmente si tratta di un risultato ottenuto attraverso 1'utilizzo di una sabbiatrice o di un prodotto molto invasivo».
L'associazione sta valutando la possibilità di presentare, presso il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, un esposto contro ignoti per gravi danni al patrimonio storico-artistico. «Non solo lo strato di tufo è stato pesantemente danneggiato, ma in molte zone il primo strato di pietra non c'è più, e la vernice dei graffiti è stata rimossa solo parzialmente, tant'é che in alcune zone si riesce a leggere la scritta. Chi ha effettuato queste puliture e chi le ha autorizzate?».
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