Graffiti sui monumenti: pulitura abusiva arreca più danni dell’inchiostro delle bombolette spray
PULITURE ILLEGALI SULLA FACCIATA DELLA CHIESA DI SANTA CHIARA
Restauri fai da te più pericolosi dei graffiti
Il reportage fotografico dell’Associazione Portosalvo Giovani - a firma dei neolaureati in Restauro di Napoli - denuncia lo scempio avvenuto sui muri della facciata principale della Chiesa di Santa Chiara, patrimonio mondiale Unesco dal 1995.
L’associazione “Portosalvo Giovani”, che nasce da una costola del Comitato Civico di Santa Maria di Portosalvo per volontà di alcuni giovani neolaureati in Restauro, è indignata per questo spiacevole evento e sta valutando la possibilità di presentare, presso il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, una denuncia verso ignoti per gravi danni al patrimonio storico-artistico.
“Come si evince dalle foto - afferma Marcello Mottola, laureato in Diagnostica e Restauro presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e coordinatore di Portosalvo Giovani - all’analisi visiva il tufo giallo napoletano si presenta notevolmente polverulento. Lo strato superficiale non è compatto e biancastro e ciò è dovuto ad una forte abrasione che ha sottratto il primo livello della pietra. Probabilmente si tratta un risultato ottenuto attraverso l’utilizzo di una sabbiatrice, o di uno strumento simile, utilizzato da un operatore che con il
restauro non ha nulla a che fare”.
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| la fenomenologia di degrado: abrasione del tufo polverizzazione, permanenza della vernice |
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| Parziale rimozione della vernice |
L'associazione “Portosalvo Giovani” lancia l’allarme: “Non solo lo strato di tufo è stato pesantemente danneggiato, in molte zone il primo strato di pietra non c’è più, e la vernice dei graffiti è stata rimossa solo parzialmente – spiega Marianna Vitiello, laureata in Diagnostica e Restauro - Viene spontaneo chiedersi chi ha effettuato queste puliture? E chi le ha autorizzate?”Infatti i lavori di pulitura sulla facciata della Chiesa di Santa Chiara sono pressoché misteriosi in quanto non c'è la tabella prevista dalla legge, che ne riporti il committente, l'importo dei lavori, i progettisti, gli estremi dell'autorizzazione comunale, l'impresa, il direttore dei lavori, eccetera.
Quello che è accaduto a Santa Chiara è pericoloso perché si dà l’illusione, com'è sempre accaduto nel mondo del Restauro, che basta aver un prodotto, avere un po’ di manualità per intervenire sui monumenti. Allora a cosa serve frequentare le scuole di restauro? Cosa esiste a fare una normativa che regola le attività di restauro?
Il crescente susseguirsi di episodi incresciosi che hanno deturpato il centro storico partenopeo, patrimonio dell’UNESCO dal 1995, ha fatto maturare la consapevolezza che i giovani restauratori napoletani devono scendere in campo in maniera attiva, con gesti minimali e non violenti, al fine di rivendicare il primato nella conservazione delle opere d’arte della città, molto spesso affidate in mani non qualificate.
Sono anni che il Comitato Portosalvo si spende sul tema dei graffiti vandalici ed ora, attraverso Portosalvo Giovani, i Restauratori napoletani rivendicano un servizio pubblico comunale che dia impiego ai giovani al fine di evitare a chiunque di mettere mano sui monumenti. Un servizio di pulitura e manutenzione dei monumenti capace di fronteggiare questo continuo oltraggio è più che mai necessario.



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