lunedì 3 gennaio 2011

Rassegna Stampa - Kosuth torna alla luce e santa Chiara ripulita da ignoti

Corriere del Mezzogiorno Napoli 30 dicembre 2010 - pag. 7 Articolo di Fuani Marino
Kosuth torna alla luce e santa Chiara ripulita da ignoti 



NAPOLI — Per i monumenti e le opere d'arte pubblica sembra che questo Natale sia stato un toccasana. Come per magia, è tornata la luce sul «Convivio di Dante», l'opera al neon firmata dal grande artista concettuale joseph Kosuth ed esposta nelle scale della fermata del metrò collinare. Ad annunciare la riparazione dell'opera, spenta da tre mesi a causa di un cortocircuito, sono stati gli studenti e i laureati in Diagnostica e Restauro dei Beni Culturali del Comitato Civico di S. Maria di Portosalvo, composto da Marcello Mottola, Marianna Vitiello, Luca Martino, Alessia Zaccaria, Mariarosaria Angrisano, Angela Iupariello, Anna Peluso, Federico Tieri, Lucia Cristi, Maira Pesole, Max Piccenna e Viviana Tacchi. Ma se il famoso passo tratto dal Convivio di Dante, che l'artista newyorkese aveva realizzato nella stazione Dante della Metropolitana dell'Arte nel marzo 2002, risulta ripristinato, resta irrisolto il problema della manutenzone — per questa come per tutte le opere presenti nelle stazioni — la cui responsabilità non si sa su chi debba ricadere.


«Miracolo» natalizio anche su due importanti siti e montimenti cittadini, ripuliti dai graffiti da misteriosi giustizieri. Dopo la vicenda della Cappella Pontano è la volta della facciata della Chiesa di Santa Chiara, patrimonio mondiale Unesco dal 1995, e di Castelcapuano, finalmente puliti. Ma l'associazione «Portosalvo Giovani», composta da neolaureati in Restauro del Comitato civico di Portosalvo, lancia comunque un allarme documentato da un ampio reportage fotografico dei siti: «La pulitura abusiva arreca spesso più danni dell'inchiostro delle bombolette spray. All'analisi visiva il tufo giallo napoletano si presenta notevolmente polverulento, lo strato superficiale non è compatto e biancastro e ciò è dovuto ad una forte abrasione che ha sottratto il primo livello della pietra. Probabilmente si tratta un risultato ottenuto attraverso l'utilizzo di una sabbiatrice, o di uno strumento simile, utilizzato da un operatore che con il restauro non ha nulla a che fare». I giovani restauratori napoletani rivendicherebbero per i monumenti sfregiaci un servizio pubblico comunale che assoldi professionisti qualificati al fine di evitare a chiunque di mettere mano sui monumenti.

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