venerdì 7 gennaio 2011

La risposta di Portosalvo alle dichiarazioni di «Un Restauro s.a.s.»
Precisazione della precisazione

Talvolta le precisazioni aggiungono solo parole ai fatti. Il fatto è che anche un profano (cioè un non addetto ai lavori) nota che qualcosa nel “restauro” alla Chiesa di Santa Chiara di Napoli non è andato in maniera ottimale se si intravedono ancora tracce di una scritta (vedi foto). La precisazione è però servita a qualcosa: ad esempio relativamente al nome della ditta che ha effettuato l’intervento alla Chiesa di Santa Chiara. Non l’avevamo potuto leggere sui cartelli (che la normativa prevede obbligatori durante l’esecuzione dei lavori di restauro) e che abbiamo invece potuto sapere dalla stampa! Alla faccia della trasparenza! Come pure ci conforta sapere che le schede di restauro siano presso gli uffici della soprintendenza architettonica e storico-artistica di Napoli: sarebbe stato più conveniente e pertinente leggere la tipologia del restauro sui cartelli obbligatori durante il restauro. Un’ultima cosa: c’è stata una gara o in nome dell’urgenza c’è stata chiamata diretta dell’impresa? Quanti soldi sono stati stanziati per l’intervento? Nemmeno questo c’era scritto sui cartelli obbligatori, perché semplicemente non c’erano cartelli esplicativi o forse hanno stazionato dal tramonto all’alba e quindi era un po’ difficile riuscire a leggerli. Qui se c’è un restauro urgente da fare è quello della  trasparenza!
Comitato Civico Portosalvo
Associazione Portosalvo Giovani

1 commento:

  1. In quel modo, cioè a colpi di idropulitrice (alla "an do cojo cojo"), si fa presto a togliere una scritta. Peccato che ti porti via in un'attimo anche qualche miliimetro di superficie in tutta la zona circostante (ovvero 50-100 anni di naturale vita della pelle dell'opera) ...Se poi a farlo è un vero "cane" ci lascia pure mezza scritta non tolta sulla pietra. Restaro? Se il restauro è rallentare gli effetti degradanti delll'azione del tempo, direi che qui si è di fronte ad un opposto risultato. Userei quindi la parola "danno".

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